Professori universitari: 5 tipologie da cui fuggire al più presto

Professori universitari: 5 tipologie da cui fuggire al più presto

Stavo cenando in tutta tranquillità, quando in tv è partita la pubblicità dell’Imodium che proponeva una soluzione ai problemi di diarrea (tra l’altro ottima idea passarla a quell’ora) e mi sono venuti in mente loro: i professori stronzi.

Un collegamento tanto semplice quanto immediato.

Ora, noi sappiamo che esistono 3 tipi di professori:

  • quelli che non ringrazierai mai abbastanza,
  • quelli che non ti fanno né caldo né freddo
  • quelli che godono nell’esercitare le professione di professore stronzo

Questi ultimi, a loro volta, si dividono in varie specie dai tratti più o meno distinti.

Ho fatto un breve sondaggio nel gruppo degli Studenti in Crisi e il risultato è che i peggiori sono più o meno questi:

Il Ritardatario:

Anche detto “Vengo quando cazzo mi pare tanto la cattedra è mia” è un esemplare da sempre oggetto delle peggiori bestemmie. Non si capisce cosa faccia quando dovrebbe essere a lavoro. Fa colazione con Antonio Banderas? Prende il caffè con George Clooney? Vende il cocco a Playa Desnuda? Noi non lo sappiamo, e non lo sapremo mai.

Il professore represso:

Forse non scopa. Forse da piccolo era ha subito un trauma cadendo dal seggiolone. Fatto sta che ha come hobby principale mettere voti a cazzo. E non si tratta di bocciare, giustamente, chi non studia,  ma di rompere proprio i maroni a prescindere. Se non gli stai simpatico può farti domande che non stanno né in cielo né in terra, a quel punto solo la botta di culo può salvarti. Dolores Umbridge, come termine di paragone, rende bene l’idea.

Il Demoralizzatore:

Appartiene alla famiglia dei mammiferi “Ansiotorius”. Temibili, pericolosi, possono colpire in qualsiasi momento, come i silenzi di una donna che ha appena guardato il cellulare del suo uomo. Inizia i suoi corsi con: “Buongiorno, sono il prof Salcazzo e credo che solo il 10% di voi passerà il mio esame”.

A questo punto ti vien facile domandarti: non è meglio attraversare l’Atlantico in canoa con Schettino?

Il Confusionario:

Arriva a lezione, inizia a spiegare e sai di essere nella merda. Dalle sue slide si capisce poco o niente, nei casi più tragici il font utilizzato è il “COMIC SANS”. Poi all’esame, chiaramente, ti chiede cose che mai ha spiegato e che non sono sul libro. E’ quasi peggio degli incisivi di Matteo Renzi.

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Il vecchio apatico:

Forse il peggiore di tutti. Non ha più voglia di fare niente, per usare un delicatissimo eufemismo. Viene in un università principalmente per lo stipendio. Zero passione, zero. Lo guardi e ti chiedi perché non vada a guardare gli scavi come tutti i suoi coetanei.

Il Falso Simpaticone:

l falso simpaticone è il peggiore di tutti: è davvero simpatico, noti subito la passione con la quale condisce le sue spiegazioni, spesso alleggerite da descrizioni spassose e metafore degne del miglior StandUp Comedian.

Poi, misticamente, ti presenti all’esame e ti ritrovi davanti al foglio l’impossibile. Domande complesse che si sviluppano fra argomenti mai trattati a lezione, o sulle famose note a piè pagina che, diciamoci la verità, nessuno studia adeguatamente bene.

Improvvisamente ti senti accalorato come uno studente del classico che ha avuto per 5 anni il debito in matematica e si ritrova a svolgere esercizi di Analisi II.

Vuoto, nada, nisba!

 

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