Le 10 cose che pensavi fossero fighe da piccolo ma che in realtà non lo sono

Le 10 cose che pensavi fossero fighe da piccolo ma che in realtà non lo sono

Ogni volta che tento di fare pulizia in camera mia, per renderla una stanza quanto meno accettabile, finisco sempre allo stesso modo: seduta per terra, circondata da un mare di vestiti, foto, giochini e diari da cui non mi voglio separare.

Ma la cosa divertente è che il 20% di queste cose ti fa sorridere con un po’ di malinconia nel cuore, ma il restante 80% ti fa realizzare quanto eri demente quando eri un adolescente. Ed il paradosso è che, ai tempi, eri convintissimo del fatto che ti rendessero un grande.

Ecco a voi la lista delle 10 cose che credevate fossero fiche quando eravate gggiovani, ma che, crescendo, vi hanno fatto cambiare idea.

1) Avere soldi
Avere soldi (intendo TANTI soldi), quando eri un giovane e spensierato virgulto di palma, significava avere 50 euro nel tuo portafoglio Eastpak rosso con chiusura a velcro.
Forse è stata colpa del cambio, forse ora tutto costa di più, fatto sta che quando aprivi rumorosamente quel tuo primo portafoglio adolescenziale, eri un gran signore. Il padrone del mondo. Un ricco. E, soprattutto, quanto duravano quei 50 euro!!

Ora prova ad uscire a cena a Milano in due con 50 euro… Poi facci sapere!

2) La musica che ascoltavi
Quanti di voi si vergognano della musica che ascoltavano alle medie? Pensate che io ho addirittura obbligato mia cugina a portarmi al concerto dei Blue..
E, soprattutto, vi ricordate quando le mode e i look cambiavano a seconda del periodo e della musica che ascoltavate? Un mese eri un po’ punk, il mese dopo scoprivi Tupac e la tua povera mamma era costretta a comprarti i pantaloni larghi e doveva sorbirsi la figlia femmina che se ne andava in giro indisturbata con i calzoni praticamente calati.
Fortunatamente (per me e per i miei genitori), ho imparato che posso ascoltare la musica che voglio e contemporaneamente vestirmi in maniera normale, pazzesco!
O tempora, o mores!

3) I trucchi
E qui, solo le donne mi possono capire!
Quando l’ombretto azzurro glitterato, il lucidalabbra rosa shocking ed una quantità industriale di blush di 32 toni più scuro, ti facevano seriamente pensare di essere truccata bene!
Grazie al cielo, crescendo abbiamo capito che “less is more” e, diciamocelo, non abbiamo neanche più tutta questa gran voglia di passare due ore a truccarci. Per quanto mi riguarda, è già tanto se ho voglia di togliermi il pigiama!

4) I vestiti di marca
L’incubo di ogni genitore.
Ci siamo passati -più o meno- tutti. Quando avere vestiti firmati ti faceva automaticamente sentire socialmente accettato. E chi non li aveva era anche un pochino sfigato.
Ripensare a questo periodo della mia vita, scatena in me una sola reazione: un grandissimo facepalm.
Non c’è bisogno di aggiungere altro, credo.

5) Le prime ebbrezze
Ah, che ebbrezza le ebbrezze! Quando due Bacardi bastavano per essere ubriachi (o almeno, noi ne eravamo più che convinti!).
In effetti, le cose non sono cambiate più di tanto, ora che ci penso.
“Fare serata” a 25 anni vuol dire mettere automaticamente in conto che si passerà il giorno dopo sul divano in pigiama tra Oki e tisanine purificanti al finocchietto.
“Non sono più agile come quando avevo 80 anni!”

6) Bigiare la scuola
“Attaccare”, “fare sega” o che dir si voglia (il termine, a quanto ho capito, varia di regione in regione), ti faceva sentire davvero fico.
Anche pensare che nessuno se ne accorgesse, in effetti.
Comunque, crescendo ho capito che saltare una lezione all’università equivale, in pratica, a non passare un esame. Mettetelo già in conto quando, in un pigro e piovoso martedì mattina, spegnerete la sveglia perchè la lezione di Storia delle Civiltà e delle Culture Politiche delle 8.30 è “davvero trooooppo”.

7) Giornate intere passate al parchetto
Parchetto, centro commerciale, piazza, insomma, avete capito, il “ritrovo”.
L’alcova tua e dei tuoi amici era un punto sacro, come una X sulla mappa del tesoro della tua adolescenza.
Oggi non hai tempo per queste cose. Devi studiare, lavorare, fare la spesa, fare le pulizie, vivere, respirare! Tant’è che, quando frettolosamente ed incazzatissimo ti dirigi verso casa dopo una giornata che ti ha tolto ogni forza vitale e ti imbatti in un gruppetto di adolescenti spensierati che fumano e urlano come un branco di bonobi impazziti, ti fumano le orecchie.
Un po’ li vorresti picchiare, ma ammettilo.. Le giornate perse al parchetto ti mancano!

8) Stare svegli fino a tardi
“C 6?” “6 ankora sveglio?” erano i classici contenuti degli SMS molesti che inviavi ai tuoi amici con il tuo primo Nokia 3210. Com’era bello stare svegli fino a tardi messaggiando, e com’era ancora più bello quando i tuoi genitori ti davano il permesso per uscire e potevi addirittura rimanere con i tuoi amici fino alle 22!
Crescendo, credimi, pregherai qualsiasi divinità pur di essere già nel mondo dei sogni per quell’ora!

Altrimenti domani chi si alza??

9) Gli scherzi telefonici
A proposito di cellulari e cose moleste, quando si aveva credito e non esisteva internet sul telefonino, cosa facevamo?
Ma ovvio, chiamavamo la signora Culetto Rosa e lì partivano le grasse risate! E suona e scappa? Chi non l’ha mai fatto?
Della serie che se ora qualcuno lo facesse a me, scenderei imbracciando un AK-47 e farei piazza pulita.
Però quanto mi divertivo…..

10) Voglio una vita spericolata
Passare da un balcone all’altro in gita scolastica, correre in macchina col tuo amico neopatentato, far esplodere qualsiasi cosa ti capitasse sotto mano a Capodanno, erano tutte cose decisamente “fiche”.
Crescendo hai fatto del “ma no, andate pure, io sto qua” la tua filosofia di vita.
Io l’ho presa talmente sul serio, che quando mi accendo una sigaretta e l’accendino cade per terra, scappo via in un nanosecondo perchè “non lo sai che se cade male esplode???”

 

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