Recensione 50 sfumature di grigio

Recensione 50 sfumature di grigio

50 sfumature di grigio: E’ la trilogia che ha appassionato le ragazze di tutto il mondo (e non solo le ragazze), è stato il libro che ha fatto avvicinare alla lettura milioni di donne che fino al giorno prima a stento leggevano il libretto d’istruzione del frullatore (e in alcuni casi sarebbe stato meglio se avessero continuato a vivere nell’ignoranza), è diventato uno dei film più aspettati di sempre (per me era meglio quando dovevamo aspettare Harry Potter, anche se sprovvisto di frustini, manette e dilatatori vari), insomma l’avete capito: 50 SFUMATURE di E. L. JAMES. Ebbene si, ne parlo anch’io, col rischio cadere nel banale.Non né ho potuto fare a meno, in fondo da più di un mese siamo bombardati da pubblicità, post sui social e quant’altro.
Personalmente ho letto la trilogia per pura curiosità, poco meno di due anni fa, quando è stato gridato al caso editoriale, ai record battuti e, perché no, all’incredibile successo tra le donne di un libro dagli espliciti contenuti sessuali e dalla presenza di un rapporto dominatore/sottomessa.
Ve lo dico subito, NON MI E’ PIACIUTO. Fosse solo la trama il problema potrei passarci sopra, ma la cosa che più di tutto mi ha deluso è lo stile con cui questa storia è stata esposta: povera di contenuti, con una semplicità che rassomiglia ad un sussidiario scolastico, e mi ha lasciato l’impressione (soprattutto nel secondo) che le scene di sesso e varie fossero presenti solo per riempire chiare falle nella trama, ahimè poco originale all’inverosimile. Con questo non voglio dire che semplicità è sempre male, basti pensare ad uno dei miei libri preferiti, Il Piccolo Principe, scritto in maniera elementare ma con una classe e un talento assurdi. A discolpa della suddetta trilogia, però devo dire che capisco benissimo tutte le donne che ne sono rimaste ammaliate. In fondo chi non vorrebbe essere Ana ed venire salvata e corrotta ai facili costumi da uno ricco, figo e tenebroso come Mr Grey. In un mondo dominato da uomini capaci di eccitarsi soprattutto di fronte ad un rigore a alla parmigiana della mamma (non tutti, ma tanti lo stesso), quest’opera forse rappresenta un modo come un altro per evadere e restare incatenate ancora al principe azzurro (al posto della scarpetta ti farà indossare delle palline di metallo ma a mali estremi ecc…). Quindi non mi sento né di condannare né di criticare tutte quelle romantiche rimaste incantate da cotanto erotismo facile e gratuito. Mi permetto dal basso della mia posizione però di elargire un consiglio gratuito e spassionato: l’erotismo non si trova nei gesti eclatanti, nei corpi nudi, nei gemiti forti o nei sex toys. Esso è tanto piacevole, quanto più è sottile, sussurrato, quasi inconsistente. Lo trovereste uguale o più forte in uno sguardo muto, in un profumo appena accennato, nel movimento impercettibile di polso che vi accarezza una mano o in un qualsiasi libro valido dove i protagonisti non hanno nemmeno bisogno di togliersi la giacca.

Stefania LeoNoir

 

 

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