I principali Stereotipi sugli studenti universitari

I principali Stereotipi sugli studenti universitari

Quanti stereotipi aleggiano sugli studenti universitari? Moltissimi!

Sei una matricola? Ti stai approcciando adesso al mondo universitario? Oppure sei un veterano? In qualsiasi caso ti sarai imbattuto in uno di questi stereotipi da studenti universitari, o comunque lo farai prima o poi. Giuro, capita a tutti! Così ho cercato di racchiudere le tipologie classiche di questi luoghi comuni, cercando di “sfatare il mito”.

I principali stereotipi sugli studenti universitari

STUDENTI DI INGEGNERIA 

Chi si iscrive alla facoltà di Ingegneria è visto dagli amici come colui che riesce a risolvere i problemi più assurdi, del tipo: come riuscire a creare un robot personale che ti pulisca casa mentre sei in sessione esami (costruito alla MacGyver). In realtà lo studente tipo non riesce nemmeno ad aggiustare la propria doccia. Ma il luogo comune più diffuso in assoluto descrive questi studenti come perennemente impegnati a studiare sui manuali di analisi, quando invece non è c.. ah no, questo è verissimo.

STUDENTI DI LETTERE  

La *studentessa* di lettere (ritenuta una facoltà prettamente femminile, ecco il primo stereotipo) è colei che parla con gli amici utilizzando un linguaggio aulico. Secondo questo stereotipo, spesso è circondata da gente che per uscire in sua compagnia deve portarsi un dizionario in borsa. In realtà anche i latinisti più ferrei utilizzano termini come cringe e boomer sul loro diario segreto, di notte, al buio.

STUDENTI DI MEDICINA

Lo studente di Medicina ha studiato fin dai primi mesi di vita per accedere al test, una volta superato subisce un cambiamento repentino: camicie bianche, rigorosamente stirate dalla mamma; occhiali classici senza montatura e calligrafia che improvvisamente diventa indecifrabile. Lo stereotipo più recente riguarda Instagram: non è vero che tutti gli studenti di medicina scrivono “med student” nella loro bio (lo fa solo il 99,99% degli studenti).

STUDENTI DI VETERINARIA 

La prima motivazione che spinge gli studenti di Veterinaria a scegliere questa facoltà è che amano i cani. “Ti piacciono i cani? Devi fare Veterinaria allora!”. Oppure: “Oh che carino, allora curerai i micetti ed i cagnolini, che bello vorrei fare anche io questo mestiere!”, tipica frase che uno studente di veterinaria sente dirsi almeno due volte al giorno. In realtà si inizia sempre con la necroscopia agli animali. Che allegria, eh!

STUDENTI DI PSICOLOGIA

Studiare la mente umana a volta può causare un dispiacere nei confronti di chi ti sta attorno. Lo studente di psicologia conosce bene questa sensazione, come quando i parenti iniziano a dire: “Allora studierai i pazzi?”. In realtà gli amici si sentiranno in dovere di aiutarti nell’esercizio della tua futura professione, chiedendoti consigli ad ogni ora del giorno. La studentessa di Psicologia (anche questo è un altro stereotipo, si) deve essere sempre pronta ad ascoltare i problemi degli altri, perché si sa che non ha tempo per pensare ai suoi!

STUDENTI DI FILOSOFIA

Chi studia filosofia, secondo un luogo comune diffuso, ha problemi con la concretezza. Inizia ad analizzare le cose da un punto di vista astratto e confuso, come se ogni cosa che accade fosse frutto di un piano premeditato da un ordine superiore. In realtà… Niente, sono così. Lo stereotipo li dipinge come pensatori instancabili, che hanno voglia di fare sempre congetture e di spiegarti la verità, perché solo loro la conoscono. 
Ah, il luogo comune li descrive come grandi fumatori. In realtà.. niente, sono così.

STUDENTI DI GIURISPRUDENZA

Noi comune gente della plebe non riusciremo mai a capire come funziona la giurisdizione del nostro paese. Ogni atto verrebbe contrastato da un articolo della nostra Costituzione/Codice Civile/ Codice Penale. Solo chi studia Giurisprudenza conosce lo scibile umano! In realtà lo studente di giurisprudenza passa le sue notti ad infrangere milioni di quei suddetti articoli e a interrogarsi sul perché abbia scelto volontariamente di studiare Diritto Privato e Diritto Commerciale.

STUDENTI DI COMUNICAZIONE

“E quindi che lavoro farai?” classica domanda che lo studente di Comunicazione sente rivolgersi almeno una volta a settimana. La comunicazione è in continua evoluzione rispetto alle nuove tecnologie, ergo lo studente non sa rispondere a questa domanda, perché realmente non sa quale sarà il suo futuro. Allora la conclusione è sempre e soltanto una: “ti piace comunicare!”. Ma lo stereotipo più diffuso sugli studenti che frequentano Comunicazione è che non si impegnino granché grazie alla facilità degli esami. E Semiotica dove la mettiamo, eh???


Segnalate tutti gli altri stereotipi che conoscete e sfatiamo insieme certi miti. L’unione fa la forza!

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5 Comments

  • Il plurale di camicia è camicie,non camice.

    • E il singolare di “camici” invec qual è?

  • Due errori:
    o scrivi “camice bianco” o scrivi “camicie bianche”;
    i veterinari “sezionano” (i cadaveri) e non “vivisezionano” (gli animali vivi), la differenza è abissale.

  • e poi ci sono quelli [vedi commenti precedenti] che giustificano la loro esistenza sottolineando gli errori altrui.
    :)

  • LINGUE: Come mi è stato fatto notare da un altro studente in crisi durante un’odisseica attesa per un esame orale, “se troveremo lavoro è solo perchè google translate fa cagare, dobbiamo solo pregare che non lo aggiornino mai”.

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